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Un piccolo ingranaggio ad orologeria che lavora lentamente per rivelare la propria sorpresa alla fine. Questo è Il Giunco Mormorante di Nina Berberova. Un piccolo racconto, profondamente potente.

E’ impossibile scindere questo libro dalla situazione che mi ha portato a conoscerlo e probabilmente è proprio da quest’ultima che il breve racconto della Berberova guadagna maggiore significato.

La scoperta di questo titolo è stata il risultato di un pomeriggio di chiacchere tra amiche, una di quelle situazioni in cui la semplicità diventa il mezzo attraverso cui si rivelano la forza di un’amicizia e allo stesso tempo la straordinarietà della complicità. E’ stato alla fine di un fiume di parole e risate che mi è stato chiesto “Hai mai letto Il Giugno Mormorante di Nina Berberova? – Leggilo”. Il titolo mi ha incuriosito e così, alla successiva visita in Libreria, questo libro è entrato di forza nella lista degli altri titoli da scoprire.

Più che un libro, tuttavia, questo racconto breve è un biglietto d’auguri. Il Giunco Mormorante è infatti un piccolo memo per ricordarsi di se stessi anche nei casi in cui si è travolti da una passione coinvolgente. Ricordarsi del proprio io, difenderlo dalle false felicità e dai facili compromessi è ciò che la Berberova sembra voler gridare tra le placide acque del libro.

Probabilmente questo è un titolo adatto ad un pubblico prettamente femminile. Non immagino il Giunco Mormorante tra le mani di un uomo ed anche nel caso in cui ciò dovesse avvenire, non sono certa che possa essere apprezzato allo stesso modo. Forse è un pregiudizio, ma ritengo che sia molto più facile che una donna costruisca il proprio mondo interiore e lo apra al suo compagno, anzi faccia di lui la chiave di accesso, che il contrario. Per questa ragione questo racconto è da considerare un biglietto d’auguri fra amiche, fra donne, perché è importante ricordarsi a vicenda l’unicità che ci contraddistingue. Difendere il proprio mondo interiore da chi vuole fare della vita un compromesso, qualcosa che è stato concesso e in cui la libertà è limitata all’approvazione di qualcun altro, diventa qualcosa di sacro.

E che mi dà nausea la sua tranquilla gioia di sapere che tutto gli è stato permesso

La Berberova, con la calma di una madre e la saggezza di una nonna, racconta questa storia d’amore, nata come una grande passione e rivelatasi una strada a senso unico, per ricordare di non perdersi mai e di conservare la propria individualità per non ritrovarsi a vivere in un Truman Show.

Se un uomo non usufruisce di questo suo diritto o ne viene privato […] un giorno scoprirà con stupore che nella vita non s’è mai incontrato con se stesso

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