Tag

, , , ,

Le ragioni del cuore e quelle della mente seguono percorsi diversi, spesso le direzioni prese dalle une o dalle altre sono imperscrutabili ed il più delle volte incomprensibili. Sembra che l’amore non abbia morale, o che la morale non sia fatta per convivere con l’amore e Jules e Jim, romanzo di Henri-Piere Roché, vuole essere una conferma a tutto questo.

L’insostenibile Leggerezza dell’Essere, di Milan Kundera, è forsecartier-bresson-19751il libro che più si addice ad un paragone con Jules e Jim, ma se il primo offre realmente una sensazione di leggerezza nell’affrontare la vita, i suoi cambiamenti, i suoi umori ed amori, il romanzo di Roché produce, a mio avviso, un effetto ben diverso.

In entrambi i libri gli amori, le avventure, le amicizie amorose nascono e si concludono con quella serenità che nella vita reale il più delle volte manca. Tuttavia, se nel racconto di Kundera questo alternarsi appare del tutto normale, anzi, piena parte del gioco della vita sentimentale, il susseguirsi delle avventure dei due protagonisti ed amici Jules e Jim sono costantemente offuscate da un alone di rassegnazione e di fallimento che ha reso la lettura di questo racconto piuttosto amara.

Affrontare la lettura di Jules e Jim significa certamente svuotarsi di quelli che sono i preconcetti del “giusto e sbagliato”, dell’ “ammissibile ed inconcepibile” e leggere la storia, anzi le storie, dei due protagonisti come si segnasse per la prima vota un segno su foglio bianco. Senza un atteggiamento di questo tipo si rischia per interpretare il racconto come un susseguirsi di situazioni inaccettabili senza coglierne invece alcuni aspetti che certamente sono interessanti, specialmente sotto un punto di vista introspettivo.

Anche questo libro, come molti altri che narrano le vite l123intere dei protagonisti, e non solo piccoli scorci, può essere diviso in due parti. Una prima, iniziale, in cui i due amici succhiano e godono della propria gioventù ed irrefrenabilità ma soprattutto della loro libertà.  Jules e Jim sono effettivamente due protagonisti sullo stesso piano. Diversi ma complementari, guidano il lettore nel loro rapporto per cercare di fargli capire la profondità della loro amicizia.

La seconda parte della narrazione, più lunga rispetto alla prima, perde questo slancio e con una descrizione dei personaggi e delle loro passioni quasi telegrafica, sembra non sviscerare le loro emozioni e sembra condannare il lettore a non poter mai comprendere a pieno le scelte dei protagonisti.

Nel corso del racconto, prima l’uno e poi l’altro, Jules e Jim sembrano scomparire, sovrastati e dominati dalla donna che dividono e condividono è che forse la vera protagonista di tutta la narrazione. Questo è un libro presentato come la storia di amicizia tra due ragazzi ma in realtà possiede una connotazione ben diversa, ed è quella del romanzo d’amore, ma di un amore particolare.

In Jules e Jim risiede una grande contraddizione. Dovrebbe essere un libro che parla di forti passioni, di sentimenti che bruciano, ma in realtà lo stile in cui è scritto è molto secco e l’intera narrazione è un mero susseguirsi di fatti a cui i protagonisti sembrano adattarsi piuttosto che costruire.

Da una parte questo è un libro che vorrebbe ribaltare tutti i concetti dell’amore come passiva accettazione dell’altro e compromesso nei confronti dei propri sogni, per porsi invece come testimonianza di un sentimento che spesso ci si chiede se sia davvero raggiungibile, fino al punto che perseverare nella sua ricerca porta quasi ad essere “martiri”, per dirla con le parole di Roché.

Dall’altro invece il romanzo sembra una continua infaticabile ricerca di fedeltà, di una persona che nonostante i propri limiti e le offese rimanga costante nel tempo. Intrinsecamente, tuttavia Jules e Jim sembra voler dimostrare che la fedeltà, o il suo tentativo, non fanno che distruggere l’amore “bastione dopo bastione”.

Questa costante contradizione urta con l’immagine che questo libro dà di sé, come quella di un racconto di amicizia e di passioni leggere e “amorali”.

François Truffaut l’ha definito “Uno dei più bei romanzi moderni che io conosca”, e probabilmente per questo ha deciso di trarvi un film. Certamente immJules e Jim è un racconto stravagante e innovativo per il 1953, anno di pubblicazione, ma forse, e soprattutto, perché è un romanzo autobiografico, un particolare che rende tutto il racconto più reale di quanto non possa sembrare.

La scelta di questo libro è stata piuttosto casuale e successiva alla visione del film, che comunque è avvenuta diversi anni fa, e che non ne  in alcun modo influenzato la lettura. Tuttavia, sebbene riconosca l’eccellenza dei temi e della narrazione, Jules e Jim è un racconto che non mi ha appassionato come mi sarei aspettata. Sarà stata la scelta stilistica piuttosto  scarna, l’assenza di grandi voli nello stile narrativo, o un alone costante di pesantezza che ho trovato nella narrazione, ma l’immagine trasmessami dal libro è quella di due personaggi che piuttosto che essere protagonisti delle proprie passioni, ne sono costantemente dei succubi.

Annunci