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“Ciò che era una vol1069235_557915924254984_1712870605_nta l’apice di gioia visionaria, è diventato ora un pezzo di trascurato linoleum”, la luce “il punto bello del raro piacere, è stato distrutto”.

Nei suoi quadri George de la Tour utilizza la semplice luce di una candela per dare vita ai suoi personaggi, è questa che genera emozione e trascendenza in chi osserva le opere del pittore. In esse, ciò che viene esaltata è l’immanenza e la staticità dei corpi, come se questi da soli avessero un senso nell’ambiente in cui si trovano.  E’ dalla loro semplice presenza, e non dal loro divenire, che l’osservatore prova elevazione.

Arrivare a vedere la luce che proviene dall’essenza stessa delle cose, dalla loro semplice presenza in questo mondo significa oltrepassare la soglia, superare le Porte della Percezione.

Le Porte della Percezione, noto saggio filosofico di Aldous Huxley, che illustra il modo e le conseguenze di arrischiarsi al di là del conosciuto, può essere descritto come un libro alla ricerca della luce, di quella fonte abbagliante che attende colui che decide di aprire la mente ad una realtà ancora ignota ma totalizzante.

Ma l’uomo che ritorna dalla Breccia nel Muro, non sarà mai proprio lo stesso dell’uomo che era andato

Intraprendere il viaggio visionario che porta a superare le soglievoyagedanslalune che dividono il mondo percepito con il cervello da quello osservato con gli occhi, è un percorso da cui l’uomo si è naturalmente difeso ma che ha allo stesso tempo cercato di percorrere per secoli. E’ la stessa necessità di sopravvivenza che impone all’uomo la costruzione di barriere che possano difenderlo dalla luce abbagliante e dal bombardamento sensoriale proveniente dall’Altro Mondo. Tuttavia, abbassare quelle difese significa accedere ad una dimensione dove l’essere umano trascende la sua natura terrestre e accede alla vera realtà che lo circonda.

Con un susseguirsi di esempi storici, antropologici, religiosi, Huxey vuole presentare al lettore all’importanza dell’esperienza visionaria e della possibilità di compiere una passeggiata “on the wild side”, come l’avrebbe chiamata Lou Reed. In un mondo che ha rubato all’uomo qualsiasi mezzo per raggiungere l’Altro Mondo con la semplicità dell’esperienza quotidiana, l’autore suggerisce il ricorso alla mescalina. La droga, infatti, cambiando le reazioni chimiche nell’organismo, permette al cervello di abbassare le proprie difese, e conseguentemente all’uomo di accedere all’altra dimensione.

Il tema delle droghe non è nuovo per Huxley, che l’ha già affrontato in numerosi suoi scritti, si pensi a Mondo Nuovo o l’Isola. Ogni volta, tuttavia, l’autore presenta il ricorso a queste sostanze da punti di vista diversi. In Mondo Nuovo la droga, utilizzata come mezzo di controllo sociale, evitava alla popolazione la percezione del dolore mentale, e quindi ne limitava la crescita. Sull’Isola di Pala è invece attraverso la medicina mokscha che si crea e gestisce un nuovo ordine sociale che rende l’Isola una sorta di paradiso perduto. Il ricorso alla mescalina nelle Porte della Percezione si pone sulla stessa linea di quest’ultima opera: un mezzo per raggiungere la piena consapevolezza di sé e del mondo in cui l’essere umano si trova.

Photoxpress_4371244E’ lo stesso Huxley ad assumere questa droga e a registrarne gli effetti su se stesso, tracciando un quadro completo della sua esperienza visionaria. Le Porte della Percezione sono questo, una descrizione di cosa è accaduto all’individuo Huxley nel momento in cui le sue porte sono state spalancate. Il suo viaggio nell’Altro Mondo viene descritto come la sorprendente scoperta dell’importanza dell’essenza delle cose. Quello che sbalordisce l’autore è la forza e la luce che proviene dagli elementi statici del mondo: sedie, giardini, raggi di sole. E’ la loro staticità e presenza nel mondo la vera fonte di energia. Quello che emerge dall’esperienza visionaria non è il divenire, ma l’ora e il qui. Quello che si è ora, non quello che si sarà domani.

Huxley tuttavia ci tiene a specificare come ogni esperienza di trascendenza sia singolare e  personale, e che se ad una mente visionaria il viaggio nell’Altro Mondo può paragonarsi ad un’esperienza nel paradiso, allo stesso tempo una mente affaticata, triste, negativa, malata trova dall’altra parte l’inferno. Numerosi sono i riferimenti all’inferno dantesco e al senso di costrizione fisica e mentale che la scoperta dell’altro genera negli individui “malati”.

Opera affascinante e sfaccettata, Le Porte della Percezione è uno scrigno di ispirazione e di riflessione. L’analisi storica e antropologica di come l’uomo si sia allo stesso tempo allontanato e difeso dal mondo sensoriale, ma come l’abbia spesso anche volontariamente inseguito, spalanca la mente sull’impatto che la scoperta di ciò che esiste fuori dalla propria zona di sicurezza ha sull’individuo.

423164_523606604350780_1359506751_nHuxley mette inoltre l’accento su come la stessa ricerca dell’esperienza visionaria nelle religioni e credenze cristiane e precristiane non sia dovuta ad altro se non ad una serie di reazioni chimiche e fisiche createsi e caratteristiche di questa terra. In questo senso Le Porte della Percezione rappresentano allo stesso tempo un paradosso ed un invito per il lettore. Da una parte infatti egli infatti è incoraggiato a vivere l’esperienza extrasensoriale ma allo stesso tempo il fine di questo viaggio è raggiungere la piena consapevolezza della splendente complessità del proprio io e del mondo di cui siamo ospiti.

Essere illuminati significa essere consapevoli, sempre, della realtà totale nella sua immanente diversità, esserne consapevoli eppure rimanere in condizioni di sopravvivere come un animale, di pensare e sopravvivere come un essere umani, di ricorrere in ogni cado al ragionamento sistematico

Nota fonte di ispirazione per diversi artisti negli anni Settanta, naturale il riferimento ai Doors che proprio da questo libro presero ispirazione per il nome del gruppo, Le Porte della Percezione non è solo un “must” della letteratura, ma è anche un mezzo che pone la ricerca di se stessi attraverso la parola scritta su un piano nuovo e diverso. Non è solo il viaggio psicologico di Fowles ne Il Mago, e neanche l’esperienza di vita di Jane Eyre di Brontë. Le Porte della Percezione sono il tentativo di spiegare l’essenza dell’individuo come parte di un sistema perfetto, e la sua naturale, sebbene a volte spaventosa, collocazione in esso.

Buon Anno!

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