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shapeimage_2“Non c’è felicità nell’amore, tranne che alla fine di un romanzo inglese”, diceva Trollope nel suo “Torri di Barchester”. E come dargli torto. Nelle storie d’amore, quest’ultimo giunge sempre alla fine di enormi peripezie e il racconto si chiude nel momento in cui l’amore trova la sua coronazione. Tuttavia sembra spesso che questo sentimento sia troppo complicato, contorto, paradossale e crudele per rendere felici a lungo e nel mondo reale. E’ un guizzo iniziale che sembra rendere tutto facile è possibile, ma placatasi la fiamma, cosa ne rimane?

Nel narrare l’epopea di quello che si presenta inizialmente come un amore impossibile, Marquez sembra porsi la domanda, qual è un sinonimo di amore? Ossessione? Dedizione? Fuga? Quotidianità? Bugie? Certezza? Sicurezza? Oppure, quanti amori ci sono? Sono tutti degli amori? Ce n’è uno maggiore degli altri? L’Amore ai Tempi del Colera vuole sembrare il tentativo di Marquez di analizzare ognuna di queste possibilità da sola e nella relazione con le altre.

Marquez infatti racconta della folle 424536_521879577856816_1691456096_nrelazione tra la “donna più bella del Caribe”, Fermina Daza, e il suo spassionato pretendente, Florentino Ariza, ma non soltanto attraverso il sentimento che questi due personaggi provano l’uno per l’altro, bensì attraverso quello che entrambi vivono con altre persone. Ed allora ecco il viaggio nella vita di questi due protagonisti riflesso nelle relazioni che entrambi intrattengono separatamente: con compagnie occasionali Florentino Ariza, con un marito di elevata struttura morale e socialmente apprezzato Fermina Daza. I due, vicini nei furori adolescenziali di un amore platonico e mentale, vivono le proprie intere vite l’uno lontano dall’altra. Se il primo tuttavia lo fa nella consapevole quotidiana ricerca dell’altra, quest’ultima, sembra voler solo scappare dalla presenza e ricordo del suo primo amore.

Quello che ne emerge è un racconto che narra avventure, incomprensioni, tradimenti, e si sofferma su così tanti particolari da spiazzare e confondere il lettore, fino a portarlo a chiedersi di cosa tratti davvero il libro, di quale amore Marquez stia davvero parlando. Infatti, durante i tre quarti della narrazione non c’è sentimento che emerga. Al contrario, anche quella debole fiammella che ha ispirato le relazioni che i due protagonisti hanno intrattenuto con le altre persone sembra perire inesorabilmente sotto i colpi della quotidianità. Si potrebbe affermare che non ci sia amore in buona parte del libro. Ma è davvero così?

A rendere il panorama ancora più nebbioso vi è poi la scelta narrativa di raccontare il sentimento dei due protagonisti non solo dal loro punto di vista, ma anche alla luce delle passioni provate dalle persone che hanno vissuto con loro. Come a voler dire, cambiamo prospettiva. Se non amore da un lato, chi dice che non lo sia dall’altro.

Il risultato è una continua ricerca di risposte che possano aiutare a sviscerare questo sentimento, che aiutino a capirlo, specialmente quando lo sforzo di comprensione è offuscato dai mille impegni quotidiani, dal tempo che passa, dalla noia, dall’aver già vissuto tutto. Alla fine di una vita fatta di impegni quotidiani, di obblighi sociali, di piccole noie, alla fine dei conti, dove si può ancora trovare l’amore?

hjueeeMarquez non dà una sola risposta, anzi, forse non ne da neanche una, ma lascia aperta la porta alle diverse interpretazioni. Quello che tuttavia l’autore ha fatto con l’Amore ai Tempi del Colera è compiere uno “sfrenato e travolgente inno alla vita e alla fantasia”, riscoprendo l’emozione nelle minuzie della vita, nei gesti quotidiani, nel corpo che invecchia, nel sostegno reciproco. Un dolcissimo periplo intorno all’esistenza umana che vuole omaggiare il tempo che è concesso su questo pianeta e sottolineare, come fatto tra gli altri anche da Saramago in Le intermittenze della morte, che la vita, e l’amore trionfano sempre.

L’Amore ai Tempi del Colera dimostra quindi che la felicità nell’amore si può trovare nella vita reale, come anche alla fine di un romanzo sudamericano, nonostante tutto intorno via sia un’epidemia di colera.

Nel corso degli anni entrambi arrivarono, seguendo vie diverse, alla conclusione saggia che non era possibile vivere insieme altrimenti, né amarsi altrimenti: nulla a questo mondo era più difficile dell’amore

Quello di Marquez è un libro che richiede tempo, pazienza e un’elevata sensibilità per coglierne le diverse sfumature. E’ tuttavia un libro che svela una rara dolcezza e delicatezza e che per questo merita di essere letto fino all’ultima, ma davvero ultima, parola.

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