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10301517_10152624026282922_4029283932474955957_nNel 1999 usciva al cinema “Il Giardino delle Vergini Suicide”, film cult della fine degli Anni ’90 ispirato all’omonimo romanzo di qualche anno prima “Le vergini suicide”. Film e libro hanno colpito al cuore per la gentilezza utilizzata nel raccontare la storia delle sorelle Lisbon e attraverso di loro un tema durissimo, quello del suicidio tra adolescenti e della loro intrinseca solitudine.

Lo scontro tra società conservatrice, nuovo mondo, nuovi ideali e vecchie catene è stato narrato in questo libro con una delicatezza che ha fatto sì che sia il libro sia il romanzo si piantassero come un pugnale del petto e tirassero fuori tutto quello che un tema come questo può suscitare. Tristezza, ossessione, impotenza.. nelle sorelle Lisbon è stato narrato tutto, la fine inevitabile di un’epoca, l’incapacità di fermarne la disgregazione, l’incomprensione verso il nuovo che si stava affacciando. Le Vergini suicide è un urlo, soave, che è stato messo in musica dal gruppo francese Air con la bellissima Playground Love.


Con questo libro, e con il successivo Middlesex, Jeffrey Eugenides, si è posizionato tra i maggiori scrittori contemporanei statunitensi, dando mostra di una enorme capacità di affrontare tematiche durissime con eleganza e gentilezza. A fronte di questo non si capisce come abbia deciso di scrivere “La trama del matrimonio”.

L’ultima opera di Eugenides è un racconto leggero, senza un grande tema alle spalle, come è stato invece nei due romanzi precedenti. L’autore ha tentato di raccontare l’amore, e l’impressione è che abbia voluto farlo con un’idea in testa: dimostrarne la complessità, ma anche la sua intrinseca leggerezza… tuttavia su questo tema è stato scritto molto, si pensi a Kundera con L’insostenibile leggerezza dell’Essere, o a Jules e Jim di François Truffaut per citarne solo alcuni, e ci si accorge subito come Eugenides sia solo scaduto nel banale.

081721863-e85e4ae4-ca9b-4ae5-a99a-f9ec0bd56232Il tentativo dello scrittore statunitense ha avuto come risultato quello di dare vita ad un racconto privo di sostanza, che l’autore ha cercato di arricchire con citazioni letterarie e studi psicoanalitici e religiosi, ma che fallisce nel suo intento. Eugenides ricorre anche alla “depressione” come malattia cronica per dare spessore al racconto, e forse la parte in cui racconta l’evoluzione e le dinamiche legate a questa malattia sono le uniche dove il tradizionale tatto dell’autore esce nuovamente fuori. Leggendo la parte centrale del libro dove Eugenides parla di questa malattia, sembra che l’intero racconto torni sui binari dei libri precedenti, tuttavia ben presto ci si rende conto che questa sia una breve parentesi.

La Trama del Matrimonio è un librettino leggero, un libro da “ombrellone” con una scrittura leggera e facile, ma che non lascia niente dietro di sé.

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