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13353_10153377342972922_6916647936753222853_nLa realizzazione di un sogno può avere significati diversi e spesso richiede una buona dose di fortuna. Qualcuno cantava “la fortuna è un fatto di geografia” al punto che quando si “cresce dalla parte debole delle ossa rotte” i sogni stessi assumono forme così inaspettate e percorsi talmente tortuosi che ricostruirne la realizzazione è un esercizio non solo di memoria, ma anche di coraggio.

Un sogno può infatti essere il risultato di una situazione che mai si sarebbe voluta vivere e in cui ci si trova nostro malgrado. La realizzazione di un sogno allora cambia significato, non è più solo un percorso personale, ma una strada che può portare molto lontano dal punto di partenza. In questi casi, la realizzare un sogno può infatti significare entrare a far parte di una storia radicalmente diversa da quella a cui si pensava di appartenere o che si era pianificata.

Come ricorda Victor Hugo nei Miserabili, la storia non è solo fatta di grandi eroi, ma soprattutto di persone, dalla loro quotidianità e dalle loro guerre personali. Guerre che possono nascere da un capo del mondo per una ragione totalmente estranea e difficile da comprendere, e terminare in un altro, passando per campi di battaglia alieni, spaventosi e pericolosi. In questi casi la realizzazione del sogno porta inevitabilmente con sé una strana combinazione di emozioni, una bolla fatta di malinconia,“ speranza, amore, stanchezza e di desiderio”.

Con su hija al frente, cantando el himno de su país que era distinto al de su madre, las lagrimas brotaban sin cesar. No eran, sin embargo, lagrimas de tristeza, sino de esperanza, de amor, de cansancio, de anhelo. Eran lagrimas por la libertad

Al Sur de los Recuerdos non è altro che questo, il racconto della realizzazione di un sogno che mai i protagonisti si sarebbero aspettati di immaginare. Narrato con semplicità, dolcezza e contagioso ottimismo, il primo esercizio di scrittura di questo emergente scrittore costaricense è un romanzo breve che tuttavia racchiude nelle sue appena 150 pagine innumerevoli temi che, come in un vortice, si trascinano uno con l’altro.

Horacio_Siciliano_148-600x398Il racconto si apre con la guerra in Nicaragua della fine degli anni Settanta, narrata con uno stile che ricorda il lavoro di una macchina da presa. Le scene si susseguono prima velocemente, mostrando gli avvenimenti nel loro complesso, per poi soffermarsi su minuscoli dettagli, come la traiettoria di un proiettile, che spogliano la situazione di qualsiasi oggettività e lanciano il lettore dentro la foresta, al fianco dei soldati nel loro momento finale. La storia non è quindi più quella della guerra, ma quella di uomini, del loro rapporto con la guerra, con se stessi e con la loro storia. Così viene presentato Pascual, il personaggio che dà vita alla storia di Ana, sua figlia, e della sua famiglia. Pascual è un padre/soldato che come nella Guerra di Piero “cadesti interra senza un lamento e ti accorgesti in un solo momento che la tua vita finiva quel giorno e non ci sarebbe stato un ritorno”. Da quella battaglia nella foresta infatti non ci è stato più ritorno al “prima”, ma c’è stato l’inizio di un viaggio, un percorso tutto al femminile che descrive, pagina per pagina, la cruda necessità di riformulare i propri sogni e il cammino denso di ostacoli che le protagoniste si sono trovate a percorrere per poterli realizzare.

Ecco quindi che a fianco della guerra, emerge il secondo grande tema del libro, quello dell’emigrazione a cui si collega quello del lavoro sottopagato, delle umiliazioni e della violenza (perché se la guerra è sofferenza, per le donne lo è in molteplici forme). Tuttavia, quello che emerge sopra ogni cosa dal viaggio forzoso che Ana e la sua famiglia si trovano a percorrere è il sogno di ritrovare la propria dignità di donne ed esseri umani.

254744_10151251783795498_589736831_nCiò che rende Al Sur de los Recuerdos un romanzo diverso da quelli che trattano temi simili è la dolcezza e luminosità con cui le vicende sono narrate. L’autore riesce a raccontare le avventure delle protagoniste attraverso gli occhi di una bambina, con la stessa semplicità, speranza ed ingenuità, spogliando il racconto di qualsiasi pesantezza e lasciando nella mente una costante sensazione di buono.

Al Sur de los Recuerdos è un racconto allegro e luminoso che affronta temi importanti con un linguaggio diverso, non volto a drammatizzare, ma, unicamente, ad umanizzare. “Stay Human” era il manifesto dell’attivista pacifista Vittorio Arrigoni ed è probabilmente l’unico che dovrebbe ispirare non solo la lettura di questo libro, ma soprattutto quella degli eventi di questo disgraziato momento storico che siamo chiamati a vivere.

No, linda. no lo “vas a lograr”, lo vas a vivir y a desfrutar. Como una semilla la experiencia se va a meter en vos y va a germinar como árbol gigante, y millones de cosas nuevas van a nacer de tus ramas y flores que aun ni sabes que tenés. Vas a crecer, vas a cambiar, amor, y el mundo sera otro. Te va a encantar.

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