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885507_10152974468981849_6547395806658753532_oImmaginare la scena: una nonna a cui viene chiesto “sei mai stata innamorata di qualcun altro oltre il nonno?”. Davanti, una nipote, alle prese con i primi battiti del cuore. La nonna racconta, in tutta confidenza, come fosse una confessione, dei suoi amori passati, magari mai consumati e messi lì, in una parte del cuore. Ma quegli stessi amori, sebbene lontani nel tempo, sebbene forse, morti e sepolti, continuano ad aiutare quel cuore a battere. Formano l’essenza stessa della vecchia signora. Scene come queste sono state spesso caricate di romanticismo, e raccontate in libri, in film. Forse sono state anche vissute.Ma dietro il messaggio melanconico e un po’ “da film”, ce n’è un altro. Enorme. Ci sono tanti amori. Possono essere due, o più di cento, ma una vita, una donna, non è fatta di un solo amore. La sfida è chiarire che… non c’è niente di cui vergognarsi.

Ambientato in una Bahia fuori da tempo, Dona Flor e i suoi due mariti è uno scherzoso, ironico, paradossale, e magico tentativo di urlare proprio questo in faccia a tutti. Non c’è niente di male ad avere due amori, due modi di essere. Anche se uno è lontano da quei preconcetti e condizionamenti a cui le donne troppo spesso sono sottoposte.
2962D89B00000578-3112942-Freedom_A_Syrian_woman_tears_off_her_shapeless_black_robe_as_she-a-22_1433544372783Dona Flor, cresciuta da una madre arrivista e socialmente frustrata, segue il suo primo amore. Un amore a dir poco complicato. La sua felicità è lì, sospesa a metà, e totalmente dipendente dalle pillole di passione concessele dal marito. Poi, per una serie di eventi, arriva un altro amore. Per questo vi sono “due mariti” nel titolo del libro. Un amore molto semplice. Un amore facile, di quelli perfetti, di quelli che tutti invidiano. Ma la felicità di Dona Flor è sempre lì, a metà. Perché fare l’amore una volta a settimana ad orari e giorni prestabiliti non è proprio quello che si definirebbe coinvolgente. “Ma non sei mai contenta”, verrebbe da dire.

No, e meno male.
Pensieri penosi e torture psicologiche sembrano condannare Dona Flor ad una perpetua insoddisfazione. 11753730_10155840176760230_7763881370090019589_nFino a che vicissitudini, scherzi, provocazioni, chiacchere, amicizie, condite con un pizzico di realismo magico e di religione popolare creola, rendono un libro, che per due terzi sembra affondare nella noia di una vita quotidiana vuota ed è una tortura per chiunque tenga al ruolo libero della donna, in una grassa risata. A libro concluso, allegria e soddisfazione sono ciò che rimane di questo sprazzo di vita che Jorge Amado ha voluto raccontarci di Dona Flor.

Diverte, ironico, provocatorio ma, soprattutto, leggerissimo, Dona Flor e i suoi due mariti è un libro che consiglio, per divertirsi e per arrivare alla fine e riconoscere che noi tutti siamo fatti di due (o più) amori.. e non c’’è niente di male.

Godetevelo (e godeteveli!)

Siamo i tuoi due mariti, i tuoi due volti, il tuo si e la tua negazione. Per essere felice hai bisogno di tutti e due

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